marzo 11, 2010

I giorni sospesi e quelli importanti


Stamattina guardavo i frangipani ai bordi della piscina. Pensavo quanto mi piacciono 'sti alberi dai tronchi glabri che finiscono con un ciuffetto di foglie e con i fiori profumatissimi. Guardavo i frangipani in fiore che adesso è la loro stagione e di quanto assomiglino al nostro tempo interiore. Credo che l'esistenza si possa sintetizzare in giorni sospesi e giorni importanti. Mi spiego: i giorni sospesi sono quelli in cui passiamo il tempo ad alzarci, lavarci, mangiare, lavorare, giorni sempre uguali, in abitudini che s'accumulano e ci danno sicurezza, giorni di cui non teniamo conto, che si sbriciolano nell'oblio. Sono giorni in cui non si pensa, ci si arrabbatta senza validi motivi, andando avanti, senza chiedersi perché. Sono la nevrastenia della normalità, della mediocrità, della noia; sono la cura senza dubbi, senza vere opinioni, senza crisi e senza rivoluzioni.
I giorni importanti sono quelli in cui c'arriva la vita: quella roba fatta di passaggi stramazzanti che ti fanno sentire il cuore a tonfi e lo stomaco incrinato nel vuoto. L'incidente, la morte, la fine di un amore, il dolore della perdita, il lutto, l'accadimento stravolgente, quello che sai e percepisci di un dopo diversissimo dal prima. Quei giorni che arrivano e te li puoi segnare sul calendario. Sono i giorni dei frangipani con le gemme. E realizzo quanti siano i giorni sospesi nella vita di ciascuno, e magari sono la maggior parte dei giorni che si passano così. Finché non arriva il giorno importante. Ecco: due anni fa per noi arrivava un giorno importantissimo, di quelli che niente è piu' come prima. Mica per dire. Sul serio.

Etichette:

aprile 15, 2009

PuzzoJoshua sul terrazzo verde


PuzzoJoshua diventa ogni giorno più socievole e sorridente, del resto s'addormenta con il verso dei geki e si sveglia al suono della foresta che all'alba si stiracchia e riprende a lavorare. Si sa: quando si sveglia lui dobbiamo svegliarci noi che se non ci svegliamo strilla arrabbiato, che lui non ha nessuna pazienza d'aspettarci a stomaco vuoto. Ad Auroville la piccola famiglia vive in una casetta al secondo piano in mezzo agli alberi verdissimi che circondano un ampio terrazzo dal pavimento verde.  Al piano terra ci vive la famiglia indiana proprietaria della casetta con due bambini molto simpatici: Ajith e Jagan. PuzzoJoshua adora quest'ultimo ed è amorevolmente ricambiato, è noto che l'amicizia non conosce età. PuzzoJoshua pare che passi ore ad aspettarlo e appena sente dei rumori provenienti da sotto, si precipita a salutare sporgendosi dalla ringhiera di legno sui piedini grassocci e inizia a ciarlare in una lingua antica perché PuzzoJoshua parla la madre di tutte le lingue, e tutti gli rispondono nella medesima lingua che poi è l'esperanto infantile, non ci vogliono inutili dizionari e fallaci traduzioni. E' una linguaggio universale e gli umani quando sono corti la usano, poi crescono e se la scordano. PuzzoJoshua ha un udito finissima e appena sente la voce di Jagan il suo amichetto preferito, si precipita alla ringhiera felice e lo chiama cosicché i due fratelli salgono, lo prendono e se lo portano via. Oppure passano ore a chiacchierare con lui sopra e loro sotto facendo versi nella loro lingua comune e PuzzoJoshua ride tutto contento e loro pure. Ridono e ridono, innocenti come sanno essere solo le persone corte che si perdono a ripetersi per ore e a farsi facce e boccacce divertendosi un mondo. PuzzoJosua si mette la testa tra i paletti di legno e si tira su battendo eccitato i piedini e partono a parlarsi nella più antiche delle lingue, fatta di tantissime vocali e pochissime consonanti, raccontandosi mille storie.  In mezzo alla giungla questi suoni appaiono come i versi di una lingua che non conosce il sangue, la malattia e la morte. Ed è forse la lingua degli dei senza tempo sorridenti che dell'innocenza e dell'empatia tra i viventi sono promotori, ben contenti e felici d'assistere all'allegro e gioioso spettacolo, essi stessi compiacenti e ridenti della risata di bimbi. 

Etichette:

ottobre 16, 2008

PuzzoJoshua nella vaschetta


PuzzoJoshua si sveglia di mattino all'alba. Non piange ma rumoreggia e se la distrazione dei genitore non diventa attenzione rumoreggia più forte che la fame l'ha aggredito e necessita d'essere saziato. Si spara la sua boccia di latte e poi contento sorride ruttando stile alpino in osteria. Inizia la sua giornata: gattona di qua e di là lanciandosi su quello che gli interessa e stracciando quello che afferra. Abbiamo notato che PuzzoJoshua ha tendenze suicide: gli piace scaraventarsi giù dal letto o dal divano. Ma gli piace proprio.
Quando sente l'acqua scendere nella sua vaschetta(che ormai ha capito acqua=bagno) si agita e comincia a dimenare le gambotte, eccitatissimo: è giunta la sua ora. A PuzzoJoshua l'acqua piace un casino. Appena viene tuffato nella sua vaschetta aspetta che gli si facciano due o tre gavettoni. Non piange per nulla, boccheggia affannato e poi sorride soddisfatto e contento. Il gavettone (alias un secchiello pieno d'acqua che gli buttiamo sulla testolina rapata: i genitori incoscienti l'hanno rapato!) lo sciacqua dalle mille schifezze raccattate per ogni dove e dal sudore accumulato nelle sue varie scorribande. Nella vaschetta PuzzoJoshua si muove felice e si butta sotto l'acqua e poi riemerge sempre boccheggiando. Ogni tanto bisogna afferrarlo che non si capisce, ma pare non voglia ritornare con il faccino all'aria. Pensa non ci sia bisogno d'ossigeno bensì d'acqua.
Quando l'acqua s'è di molto intiepidita, lo si solleva dalla vaschetta e PuzzoJoshua si mette a strillare dimostrando tutto il suo malcontento, che proprio non gli piace essere rivestito e tornare a fare il bambino che gattona su questa fragile terra con le sue drammatiche leggi gravitazionali. PuzzoJoshua vorrebbe stare nella vaschetta per sempre e chissà vorrebbe diventare pesce. Mica per dire. Sul serio.

L'illustrazione è dell'amichetto mio Massimo Giacon

Etichette:

luglio 22, 2008

PuzzoJoshua sulla motoretta


Quando son arrivati a trovarci l'amichetta Monica e l'Andrea, persona corta di 12 anni, l'abbiamo portati in giro e siamo andati un po' ovunque. A un certo punto il lavoro m'ha richiamata e son dovuta rientrare mentre tutti loro son andati girovagando e son finiti non so come ad Auroville(*). E' successo che si son innamorati del posto perche' a girarlo ci vuol del tempo e bisogna avere la motoretta così ci son rimasti per un po' e in quel mentre si son imbattuti di Future school. Madda e Nico (il padre di Joshua) hanno deciso che il posto in mezzo alla giungla detto Auroville era bello e sereno, il posto giusto dove crescere puzzoJoshua*, e hanno cercato e si son trovati pure una casetta con il terrazzo grande. Qui son un po' triste che non vedo tutti i giorni puzzoJoshua e nel contempo felice della felicità della famigliola, e comunque tutti i fine-settimana c'incontriamo. Adesso passano il loro giovane tempo andando con la motoretta a scuola che ha orari flessibili e ottime materie, portandosi appresso il cortissimo puzzoJoshua a cui scorazzare in giro sulla motoretta piace un cifrone. Alza la testolina, socchiude gli occhi a causa dell'aria ventosa, sorride e s'addormenta beato e felice. Forse è il suono della motoretta, forse il colore verde smagliante della giungla con le miriadi di piante e sfumature, forse son tutti gli animali e le mucche che pascolano sulle rosse strade sterrate ma fatto sta che puzzoJoshua in motoretta ad Auroville ci sta proprio bene. Da tanta beatitudine gli è pure cresciuto il suo primo dentino. Non ci son bimbi più felici di quelli che crescono laggiù in mezzo alla giungla, che van in giro con i genitori sulla motoretta e poi s'allungano e se ne vanno a zonzo a caccia di esotici animali. Anche di serpenti e alcuni son pure velenosi, che quando sentono arrivare le persone corte si nascondono. Mica per dire. Sul serio.


*Siccome gli infanti hanno un odore assolutamente riconoscibile che è un profumo e nel contempo una puzza ma a volte solo la puzza prevale, a Joshua dalla nascita è stato affibbiato il nomignolo di puzzetto, accorciato in puzzo. D'ora in poi la persona cortissima verrà denominata puzzoJoshua.
L'illustrazione è dell'amichetto mio Massimo Giacon

Etichette: