marzo 17, 2008

Uno non lo sa


Ho capito perché i nonni impazziscono per i propri nipoti. Perché si ricordano. Ci si dimentica di tutto. Ci sono foto sbiadite che ricordano quando i figli erano piccoli e succede inevitabile che il presente abbia sempre il sopravvento e non ci si può far nulla e si dimentica presi dal presente di quand'erano piccoli i propri figli, e li si intravede nella figura dell'oggi oramai grandi. Si vive del presente dimenticandosi di cosa è stato prima e avendo solo voglia di andar avanti a finire il giorno. Osservando le smorfie, contemplando le facce, sentendo i suoni, ascoltando i vagiti, seguendo le movenze del piccolo Joshua m'è sembrato di fare un tuffo nel passato e son ritornata a rivivere delle sensazioni perdute eppure non era l'intermittenza del cuore. Non c'era proprio quella roba lì. E' un sentimento diverso: straniante e familiare. Un passaggio nel tempo con tutta l'esperienza acquisita e nel contempo tutta la novità dell'apprendere di trovarsi di fronte a un nuovo essere da impostare, educare, accudire e formare. Ovvio con amore. La quotidianità di vedere la trasformazione impercettibile del viso, da neonato a persona corta, comporta una somma di sentimenti di proporzioni colossali. Ma non è definibile come sentimento materno. E' ripeto roba difficile da raccontare: un trasporto d'amore senza il senso d'attaccamento 'morboso' (se di morbosità si può dire dell'amore materno), comunque un amore affettuoso. E' vero semmai che i rapporti si costruiscono nella quotidianità, sull'accudimento e la cura giornaliera che si ha verso la famiglia, sulla sfinente necessità della presenza. Altrimenti sono solo parole scritte sulla battigia, destinate e scomparire alla prima onda. La realtà di tutti i giorni è la vera relazione dura con tutti i suoi scazzi e i suoi incontri, tra pianti e sorrisi.
E rimane che non c'è niente da fare: l'umano di fronte a un neonato rincoglionisce sempre. Sarà la continuazione della specie, sarà il futuro, sarà la speranza sarà quello che si vuole ma uno non lo sa mai com'è che finisce a fare l'idiota chiacchierando del nulla, bisbigliando suoni incomprensibili, raccontando rumori illogici all'orecchio di Joshua. Uno non lo sa di quanto rincoglionisce. Sul serio. Mica per dire.

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4 Comments:

Blogger Fiorenzo said...

Salve, io sono il rinco numero due.

11:50 AM  
Anonymous Maurice said...

Non l'ho ancora provato, ma penso che sia un bellissimo rincoglionimento. Ancora auguri.

10:04 PM  
Blogger lajules said...

Beh, congratulazioni! Io ho sperimentato solo il rincoglionimento da zia, e anche quello non me lo aspettavo proprio. A Joshua: benvenuto!

10:54 AM  
Blogger Elisa said...

Io pure sono una zia rincoglionita :)

1:31 AM  

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