ottobre 24, 2006

Dentro nel piatto


Uno si sbatte come un pazzo affinché una cucina funzioni, tra milioni di regole, istanze e normative. L'igiene del cibo, la sicurezza del personale, la pulizia del locale, il training, l'imprinting e la fatica umana.
Eppure...Non ci puoi fare un cazzo quando una sera ti riportano indietro un piatto di tagliatelle nere con minutaglia di pesce e mazzancolla lardellata con dentro UN CHIODO. Il chiodo nel piatto?? Sì un chiodo grande e nero e nuovo. non vecchio, non arruginito, non invisibile. Pensi a tutte le possibilità la prima e non ultima che sia finito per cause divine a prescindere da te e la paranoia s'innalza a livelli infiniti. Come? quando? dove?

Analizzi ogni centimetro quadrato della tua cucina e ti guardi in giro, insomma è una cucina non un ferramenta. Ti tocca una serie di domande tra l'agghiacciato e il terrorizzato: se il cliente avesse inghiottito il chiodo e lo stesso gli avesse perforato lo stomaco e sarebbe morto e tu improvvisamente saresti apparso sulle prime pagine dei giornali con la scritta: lo chef assassino...eh cazzofai eh? Non proprio la mia aspirazione più alta dev'essere sincera.
Comunque la faccenda si è risolta rifancendo il piatto con mille scuse e offrendogli la pietanza. Mica tutto la cena. Stiamo scherzando?!
Nei giorni seguenti ne abbiamo discusso e parlato ed è saltato fuori della quantità di gente che se ne va in giro per i ristoranti a mettere nei piatti una qualsiasi. Oppure di camerieri che nei piatti ci sputano, ci buttano il capello, ci buttano il ponte di denti. Sì avete capito bene. Un cuoco di un ristorante aveva assaggiato con un cucchiaio il sapore, il ponte gli si è staccato, lui non se n'è accorto e ops i molari finti sono caduti (si badi bene alla sbadataggine del cuoco) nel piatto. Ma quello che aveva stupito e basito il cameriere è stata la reazione del cliente: ha spostato il ponte sul bordo del piatto e ha finito di mangiare la sua pietanza con molta nochalance. L'eleganza infinita di certa persone mi colpisce molto.
Tutti a dire: io al suo posto avrei vomitato anche le budelle! Ma se a voi capitasse un chiodo nel piatto, che fate? Direte: meglio di un pezzo di dito, di una falange, dell'unghia di un piede. In materia c'è un'ampia e leggendaria casistica di cosa uno si ritrova nel piatto, oppure di cosa fa la gente per NON pagare il conto. Oppure vi mettete a urlare: vi denuncio tutti, mi volete morto!

Comunque a me non era mai successo di avere un simile problema. Adesso quando ordinano le tagliatelle, ci sembra naturale che in cucina si parta con la gag: con o senza chiodi?.
Capita sempre così con i terrori veri. Che dopo bisogna ridere per forza. Chi non ride s'incazza e chi s'incazza non capisce la difficoltà di vivere senza ridere. La professionalità si misura anche nella circospetta visione di ciò che ci circonda avendo la certezza che quel che ci circonda è irreale. Se non si è capaci di sognare è inutile parlare di chiodi nel piatto. Che qui se ne mangia a colazione. Tanto da stare male e farne indigestione. Per dire.

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5 Comments:

Anonymous arma said...

Da me tanto tempo fa fu una vite a finire nel piatto di un cliente, ma era fuoriuscita da una bilancia comprata da appena qualche mese!

12:20 AM  
Anonymous giarina said...

io li avrei portati a casa, ché, con quel che costa un ponte oggidì, può sempre far comodo averne uno gratis.

9:28 AM  
Blogger adelina said...

....di sicuro preferirei una tagliatella "al dente".....hihihihihiiii!!!!!

10:41 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ciao,
io una volta trovai un capello tra i fiori di zucca fritti: "sa...sono prodotti biologici...". Non si offrirono di rifare il piatto e lo misero in conto. Ma hai ragione tu, ridere è importante:)
Ti leggo spesso e non commento mai, bellissimo blog.
Annika

2:04 PM  
Anonymous waki said...

immaginarvi là dietro a dire "con o senza chiodi" adesso mi fa morir dal ridere!

5:13 PM  

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