Bammbamm, bummbumm

La macchinetta sfornacibocaldo, a me fa subito che mi divoro il pranzo seduta sulla panchina davanti al marciapiede di un parchetto senz'erba con tutte le cartacce per terra e bottigliette di plastica e pezzi di vetro (mica ad Hyde Park pieno di alberi, enorme e tranquillo. Nah non quell'immagine lì, quell'altra: una panchina, un cestino di rifiuti e le macchine strombazzanti che ti passano davanti). Al freddo (quello brutto) anzi no, al caldo quello di metà luglio, genere: tutti isterici e incazzosi, sola, mangiando una roba che è gommosa, sa di glutammato e m'allappa la pupilla, mettiamo che so: il maiale in agrodolce con i peperoni piccanti, l'ananasso scivoloso e senza fibra, la cipolla passata, il tutto immerso in un liquido brunastro bavoso. Domandona: roba così è buona? Se non mangi da 7 giorni la risposta è: sì. Se ti nutri con tre pasti al giorno la risposta è: non so.
Voglio conoscere il tipo (Nobu X si chiama) che ha ripreso un'idea del passato (degli anni '40, ovvio: le idee migliori già tutte inventate) e rilanciarla a N.Y.C, anzi a Manhattan. La macchinetta sfornacibocaldo l'ha chiamata Bamm. Un genio. Vero.
Voglio conoscere il tipo (Nobu X si chiama) che ha ripreso un'idea del passato (degli anni '40, ovvio: le idee migliori già tutte inventate) e rilanciarla a N.Y.C, anzi a Manhattan. La macchinetta sfornacibocaldo l'ha chiamata Bamm. Un genio. Vero.
Etichette: Il mondo a parte
Brillat-Savarin (1755-1826): dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei. Oltre a mangiare io cucino e quindi lavoro affinchè tutto dopo si trasformi in cacca. Forse è Pop-art. Non è una blogcosa seria. Ma fondamentale sì.
(illustrazione: Massimo Giacon)
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