febbraio 19, 2006

E a questo qui quanti soldi dobbiamo?


Morì giovane. 36 anni. Pochi. Ma aveva scritto, musicato e diretto un bel po' di musica. Troppa. Così tanta che nei secoli a venire fu copiato, inciso e sentito talmente che tuttora è il musicista più ascoltato. Amedeo ce lo possiamo dire: fu un genio. Se dovesse ritornare in vita a questo quanti soldi dobbiamo? Case discografiche e umanità intera? Tra copyright e royalties Amedeo diventerebbe ricco quanto Billgates, l'uomo più ricco del mondo, che pare si sia lamentato che il fisco americano non riesce a fargli pagare le tasse in modo giusto perché i computer s'impallano. Ha troppi soldi.
Ci sono un po' di chefs in giro che vorrebbero il copyright sulle proprie ricette. Credo un po' si sentano inventori e un po' artisti. Ma credo anche che chiedere il copyright sulla ricetta sia abbastanza idiota. Quanto soldi dobbiamo a chi ha inventato lo spago con il pomodoro? L'idiozia del resto ci appartiene e si sa che tra i fumi di padelle in fumo van le cervelle.
Ma qualcuno spiega a sta marea di cheffi trestelletre che inventare, anzi come dicono loro creare un piatto in cucina non da' diritto a nessun copyright? al massimo se uno è bravo e sa scrivere, può pubblicare un proprio libro di ricette (in libreria un pienone di libri di ricette, la cucina è così trendy ultimamente!) e appena si pubblica si ha diritto al denaro per ogni copia venduta. Basta e avanza, credo. Dato che altri sono i proventi che gli chefs prendono. Per esempio dai propri clienti. Basta lavorare bene e se anche la ricetta che s'inventano è la loro, vivono in un mondo dove le idee migliori sono state già tutte inventate. Vogliono il brevetto sulla ricetta? Il medaglione di cervo brasato con spuma di avocado e gelato fritto ai frutti di bosco con cuore fuso di ribes...il copyright su questa ricetta?? Se io la rifaccio devo pagare per averla "copiata" oppure devo pagarla perché l'ho semplicemente "usata"?
La mancanza di umiltà di molti chefs è disturbante. Ultimamente mi stanno venendo molto a noia. Non solo per troppo spazio mediatico che stanno acquistando su reti e programmi e giornali. Il vero e reale problema è che troppa gente si sente artista. Nessuno va a spiegare che c'è un monte di differenza tra un bravo e buon artigiano e un artista. Anche gli artigiani quelli bravi creano delle scuole. Delle botteghe. Delle correnti di pensiero.
Ma un artista è un'altra storia. Ci dà quel qualcosa che attraverso i secoli ci smuove il cuore e ci fa palpitare la mente. Ci fa lacrimare e ci fa pensare. Ci dà un'altra visione del mondo e della vita.
In genere muore giovane, povero e malato (il modello romantico).
Oppure muore vecchio, ricchissimo, avaro e stronzo (il modello contemporaneo). Strana 'sta cosa.

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1 Comments:

Blogger Piperita said...

Cara Piccola Cuoca,
d'accordissimo!
La querelle si è accesa sul Cavoletto, ma anche con il tuo articolo mi trovo perfettamente d'accordo.
E' anni che osservo con seri dubbi l'ascesa di certi personaggi... Ma si sa: più sei borioso più ti definiscono "grande"... Senza nulla togliere alle loro "creazioni"...
Gli americani potrebbero richiedere il copyright sul pomodoro e tutti i suoi usi...
;-)

4:19 PM  

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