gennaio 05, 2006

Kandinsky e la costruzione del piatto


Qualcuno si ricorda di Vasily Kandisky? E' il pittore russo (1866-1944) -inciso per me e vedete come lo scrivo IMPORTANTISSIMO- che oltre a dipingere e a portare avanti le gallerie di mezza novella comunista Unione Sovietica, dopo essere scappato vista la brutta aria che tirava (Stalin non lo apprezzava, ma dopo non l'apprezzò neanche Hitler, la comunanza di senso estetico di certi personaggi qualcuno me la spiegasse), insegnò nella scuola di arti, minori e maggiori Bauhaus (a Weimer e poi trasferitasi a Dessau) dal 1922 al 1932, scuola che ha influenzato profondamente l'estetica di tutta la nostra arte contemporanea. La scuola venne chiusa con la presa di potere del nazismo. Ma lui Kandinsky, quel pittore dietro quegli occhialetti, io l'ho sempre molto amato perché è stato insieme con Picasso la persona che ha rivoluzionato il modo di fare pittura. Il modo di mettere giù i colori, le forme e la struttura del quadro. Ebbene non riesco a trovare nessuno chef che sia come Kandinsky. E' come se fossimo tutti formalmente ed esteticamente fermi all'impressionismo. E sì magari Adrian Ferria è una sorte di Monet, ma ancora sul piatto io non vedo "Punto, linea e superficie", il libro teorico più importante di Vasily. E ho provato a metterli sul piatto ma non viene bene. Come se mi mancasse il coraggio, la conoscenza e la capacità di andare fuori tema. Per dire: sto ferma all'impressionismo. Magari qualcuno ha pure fatto Fontana (la nouvelle cuisine, perché no?) ma vedo che la ricerca estetica di decorazione e di cromatismo hanno la meglio sulla rivoluzione formale e cromatica di Kandinsky. Mi piacerebbe costruire un piatto come Vasily avrebbe dipinto una sua tela. Vorrei essere Vasily e invece mi sembra di essere ancora Giotto. Non ho ancora scoperto neanche la prospettiva! Quell'uomo dietro quegli occhialetti con quel sorriso sghembo, ebbene quell'uomo è stato IMPORTANTISSIMO, quel pittore ha fatto cose che noi umani manco per sogno, quell'umano lì è in tutti i musei. Ducasse e Boucosse e Gagnaire, Marchesi, Nobu, Pierangelini, Beck e..e..no, loro no. Io no. Strana 'sta cosa.

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1 Comments:

Blogger Orizzontidelgusto said...

Anche se in ritardo, vorrei anch'io farti i miei auguri per il nuovo anno...may the New Year see you find peace and joy in small things.

10:26 PM  

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