novembre 05, 2006

Da grande volevo fare il traduttore, ma in verità voglio fare l'idraulico. Invece faccio la cuoca, com'è?


Molto tempo fa (due vite fa) facevo quello percui avevo studiato: la traduttrice, o meglio io volevo fare la traduttrice di poesia giapponese, ma nessuno se la cagava la poesia giapponese. Per nulla. Editori e non mi ridevano in faccia quando presentavo dei progetti con il tema la poesia giapponese. Mi dicevano: 'La poesia non vende. I libri di poesia nessuno li compra. Figuriamoci i libri di poesia giapponese' e si mettevano a ridere.
Alla fine del viale del mio tramonto si prospettava una grande piscina vuota con un cadevere pieno di foglie morte sopra. Il mio. Morto di fame. Per mille rivoli che non vi sto a raccontare (o almeno sarebbe il racconto di una vita e qui si sta solo scrivendo un post e non un libro di mille pagine) dicevo per le mille strade che la vita apre sono finita a fare la cuoca in casa, anzi: the private chef come direbbero gli inglesi, di certo più ricchi e più cool di noi.
Andavo di casa in casa a cucinare e quasi mi sarebbe andata bene se non che la gente ricca (quella vera mica quella finta vedi i ranzani della storia) ecco quella gente lì è assolutamante annoiata e con la propria noia t'ammorba la tua di vita, che tu stai percorrendo sempre sul rasoio e sempre con l'acqua alla gola e sempre di casa in casa e sempre di corsa in corsa e sempre di futile precarietà altalenante a sublimi impermanenti fughe dal reale. Due mondi così distanti il mio e il loro non potevano trovare un accordo. Perciò mi son decisa tant'è che ho fatto un salto di professione e sono entrata nelle cucine. Ma in realtà io non volevo, non che non sia contenta di quello che faccio. No, no. Anzi sono contenta del lavoro che faccio...
Ma io da grande volevo fare l'idraulico. Ecco l'ho detto. Mi è arrivata la fulminata due anni fa. Quello è il MIO mestiere.
Si era d'inverno e il calorifero della mia stanza da letto non funzionava, o meglio passava acqua fredda e non calda. Pensavo ci fosse una bolla d'aria e volevo farla scaricare quindi ho preso la chiave inglese e ho tentato di svitare la volvolina di lato e d'un tratto (non chiedetemi come sia successo) la valvolina è schizzata dall'altra parte della stanza e una cascata d'acqua come quella del Niagara ha cominciato a innondare la stanza e io sono corsa impanicata a riprendere la valvolina e nel mentre vedevo le acque del Nilo scendere stile trasumazione di fiume con il seguito ovvio di totale allagamento dell'intero condominio. Ho tentato inutilmente di riattaccarla al termosifone, ma la pressione dell'acqua era troppo forte e ho pensato bene di metterci il dito indice per tappare il buco e quello si è incastrato e insomma... non potevo più muovermi. Per fortuna dopo circa un'ora (ma per me di sicuro erano millenni 'ché si sa che il tempo della sfiga è totalmente estraneo al tempo reale, è tutta una questione relativa lo sappiamo vero?) è arrivata mia figlia che si è impanicata pure lei, ha chiamato il portinario (che Iddio o chi per lui lo fulminasse subito qui tra immensi dolori e lacrime strazianti) che si è impanicato anche lui e non sapeva che fare e ha cominciato a chiedere se avevo l'assicurazione, che stavo rovinando tutto il condominio e forse si doveva chiamare i pompieri e chi pagava i pompieri e cosa ne sarebbe stato del parquet... dopo un infinito numero di domande assolutamente inutili dal punto di vista pratico prende la decisione di chiamare l'idraulico del palazzo (Ma io sono certa che a un certo punto Iddio mosso a pietas gli abbia suggerito di telefonare). Che è giunto dopo un'altra mezzora (ma milioni di anni con me con il dito nella voragine del termosifone). Era grande, era grosso, era vestito con la tuta blu da idraulico. Aveva una voce da orso e uno sguardo limpido e celeste. Un angelo caduto dal cielo. Era Mario. Che ha bestemmiato tutti gli dei di sua conoscenza e mi ha liberato il dito ormai viola e le cataratte si sono riaperte e i fiumi sono scesi e i torrenti di acqua hanno invaso l'appartamento...La mia stanza era una palude, con mille carte e oggetti galleggianti. Lui ha continuato a bestemmiare, ha preso una saldatrice mentre io raccoglievo l'acqua con stracci, asciugamani e lenzuola e vileda e ha iniziato a saldare mezzo termosifone, avendo avuto nel frattempo l'accortezza di chiudere il rubinetto centrale dell'acqua del condominio tant'è che il fiume in piena si era trasformato in un rivolo scuro, melmoso e ferroso. L'idraulico ci impiegò tre ore per mettere a posto quella cazzo di valvolina che Iddio se la inculi da qui all'eternità.
Ecco io da quel momento voglio fare l'idraulico.
Ho provato un'emozione a me sconosciuta fino ad allora: l'invidia. Tutti me ne parlavano ma io non capivo cosa fosse questo drammatico vizio capitale. Ho capito quella pulsione interiore percui potresti fare del male per ottenere quello che mai tu potrai avere. Quell'emozione lì mi era totalmente ignota. Vedere un altro fare cose che tu non potrai fare e desiderare di fare lo stesso anzi meglio. Tanto. Troppo. Mai come in quelle tre ore vissute a contatto con l'angelo Mario dai modi bruschi e pratici ho avuto invidia di un mestiere che metteva a posto anzichè disfare l'operato altrui. Ho capito inoltre (e mai avevo compreso fino ad allora) il perché del folle amore di milioni di casalinghe per l'idraulico che entra in casa e con cui poter scopare. Mica perché volevo scopare con l'angelo Mario dagli occhi azzurri, ma ne ho carpito l'aurea di efficienza e di sicurezza che possedeva.
Mentre lavorava mi rasssicurava dicendomi: E' stata fortunata. Poteva finire al Niguarda reparto grandi ustioni, perché l'acqua che passa per i termosifoni è acqua bollente. Su non faccia quella faccia. La volevo far ridere, mica piangere! Cazzo questo termosifeno è una vera merda. Come si fa ad avere termosifoni così? Quanto paga d'affitto? davvero? se li faccia cambiare tutti! Subito! Metta che uno dopo l'altro le valovole saltine tutte...no, no non faccia quella faccia, stavo scherzando, su non pianga di nuovo'.
Mi piaceva un casino la tuta blu. Bella. Tutta zozza. Gli stava daddio. Aveva questi occhi azzurri che avevano visto la vita in un qualsiasi colore e sembravano sapessero tutto. Erano semplici e precisi, intelligenti e ti riempivano di tranquillità. Ti faceva sentire a casa, una di quelle che funzionano sempre e bene..
In verità da grande voglio fare l'idraulico, faccio la cuoca, ma com'è? Capita anche a voi? Quanti mestieri pensate di fare da qui alla fine della vostra vita, tenendo presente che vivrete e lavorerete fino a novantanni senza pensione?
Che dite per questa vita faccio a tempo a cambiare di nuovo mestiere?...Sul serio. Mica per dire.

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12 Comments:

Blogger adelina said...

io credo che tu non voglia fare l'idraulico...io credo che anche tu, come appunto milioni di casalinghe voglia FARTI l'idraulico...
...e tu potresti preparare deliziosi manicaretti e fare la private chef solo per lui.....MA CI PENSI???

1:38 PM  
Anonymous kush said...

io conosco un idraulico che vuole fare il cuoco. GIURO!

5:26 PM  
Anonymous MIDORI said...

efficienza, nervi saldi, competenza, lui sapeva cosa fare, come e quando. lui, l'uomo che mi ha ristrutturato la casa (e nient'altro) mi dava questa sensazione di sicurezza incredibile...ci capivamo a meraviglia. siculo, un po' tozzo ma con mani capaci e occhi chiarissimi. per tre mesi, un dio.
non c'è solo l'idraulico!!

9:45 PM  
Blogger cat said...

ho fatto l'architetto, adesso faccio il giardiniere, il mio sogno è diventare pasticcere, ma so anche tagliare e cucire (giuro! nonno sarto-corso di taglio e cucito!)...me ne rendo conto, tutti mestieri non proprio maschi e rassicuranti come piacciono a voi, ma in fondo cambiare mestiere è un po' come cambiare vita, cat

10:16 PM  
Blogger lajules said...

Da piccola volevo fare l'ereditiera, ma non avevo parenti ricchi da ereditare. Mi sono data anch'io alle traduzioni, e cosa c'e' di meglio delle commedie inglesi illuministe? Tutto, a quanto pare. Adesso scrivo libri di testo per le elementari che sono tanto carini, ma ricordo i bei tempi del bar a Londra, a fare panini e caffe', e lucidare i bicchieri e a parlare coi clienti fissi. Il mio preferito era il lattaio, vestito di azzurro, col cappellino bianco e la barbetta.
Idraulici, lattai, cuochi: il vero fascino della divisa.

10:39 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

@adelina: nonono, io voglio fare l'idarulico, mica farmi l'idraulico! e nonono la private chef all'idraulico non la faccio ekkekaz, sarebbe un tormentone! un buco nero dopo poche settimane (meno di tre e mzzo ti assicuro!)
@ kush: lo voglio conoscere SUBITO che facciamo scambio d'identità! io gli insegno a fare il cuoco e lui mi insegna a fare l'idraulico! FIGO!
@midori: sì capisco, ma faceva anche l'idraulico vero?
@cat: basta che ti fai un po' di corsi e pasticcere si diventa e ti assicuro essere mestiere redditizio, tanto quanto (se non di più) quello del giardiniere
@lajules: come ti capisco! a Londra si incontra sempre gente simpatica e riescono sempre a farmi ridere, e fare l'ereditiera è un mestiere leggendario.

11:50 PM  
Anonymous kitterle said...

kush, anche io conosco un idraulico che vuole fare il cuoco. ieri sera mi ha invitato a cena a casa sua.
c'è da dire che lui è un po' strano. non riesce a scindere il suo lavoro dalla passione per la cucina.
comunque tutto molto buono. mi sono leccato il bidè.

4:07 PM  
Blogger RoVino said...

Milioni di casalinghe vogliono farsi l'idraulico????
Ma dai! Quello che voi chiamate idraulico si vede solo nelle pubblicità.
Quelli veri, raramente sono tutta 'sta bellezza.
Comunque fare più mestieri nella vita avvicina a Gesù; lui in 33 anni ne ha fatti parecchi.
Ha anche amato molte donne, ma hanno fatto in modo che non si sapesse, altrimenti la propaganda antisessuale non si reggeva in piedi. Ma questa è un'altra storia...

4:28 PM  
Blogger violacea said...

Oddio, in questi giorni sta bazzicando per casa un signor idraulico a causa di una megasuperesagerata infiltrazione nel mio bagno:tubi rotti.
Ieri è arrivato alle 2 del pomeriggio e se ne è andato alle 21.00. Oggi alle 8.30 ed è andato via alle 14.00.
qualcuno aveva mai conosciuto un idraulico con problemi esistenziali in cerca di padrona di casa psicologa? Io sì, dopo quaesti due giorni possiamo ritenerci distrutti! ci ha raccontato la storia della sua vita. I tubi? li ha riparati in otto minuti e mezzo!

6:07 PM  
Anonymous meeme said...

Sai piccola cuoca che io ho un marito proprio così, che sa fare tutto e quel tutto lo sa riprogettare e rimigliorare come a nessuno verrebbe in mente.
Però non riesce a capire dove l'H ci va o non ci va, che è la mia specialità. Le leggende del luogo narrano di quando si mise in lizza con una professoressa di italiano che voleva umiliarlo, aggredendola a colpi di - Ma lei lo sa smontare un motorino?
Darei metà del mio inutile cervello parlante per essere come lui.
Scrivi in modo incantevole, brava!

2:06 PM  
Anonymous Anonimo said...

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Anonymous ElStarko said...

Ormai alla frutta, sommerso dal non-senso, scrivo su google "che faccio da grande?" e titillo l'oracolo su "Mi sento fortunato"...e finisco nel tuo blog...Adesso, non ho ben capito se devo diventare idraulico, cuoco, giardiniere o sartina, ma mi sembra di capire che mi devo buttare su un qualcosa di manuale e pratico! Scherzi a parte, mi è capitato di fare lavoretti di idraulica, da muratore, da falegname e elettricista...o meglio, di fare lo sgobbino per i rispettivi addetti alle manovalanze citate...è stato bellissimo, durante quelle ore il non senso si è zittito nel senso tutto concreto e utile della cosa che si stava creando o aggiustando davanti a me. Sparite le domande futili sulle questioni di utilità: il mattone lo metti perchè altrimenti il muro non regge, il cavo lo colleghi perchè altrimenti la corrente non passa, il chiodo lo pianti nel muro perchè altrimenti te lo pianti in un piede...e tra l'altro: cos'altro c'è di così cosmicamente sensato, karmicamente giusto e filosoficamente necessario di un bullone nella sua vite, di un tubo con dell'acqua che ci passa dentro, di un interruttore che funziona?

4:32 PM  

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