aprile 13, 2006

2006. Hong Kong. Dim Sum.


Hong Kong è piccola e contiene 8 milioni di abitanti, buttati in sù perché spazio proprio non ce n'è. Si conoscono più o meno tutti quanti, almeno tutti gli italiani che stanno a Hong Kong si conoscono perchè lo senti: non è che sia una vera megalopoli ma solo un grande villaggio. Da andarci a vivere. C'è tutto e tutti parlano inglese, appare una città frenetica, ma nel contempo tranquilla, si vive bene e si sta bene. Poi non ho bene capito come ma la sindrome del colonialista tutti i bianchi in Oriente la prendono e ne soffrono assai. Credo che si tratti di una questione semplicemente razziale. Dopo una settimana sentivo sempre dirmi: guarda, hai a che fare con i cinesi, tra il condiscendente e il saputo. E' vero. Ce ne sono così tanti che dopo un po' ti senti minoranza e ti senti accerchiato, ma è anche vero che rispetto a Shanghai ce ne sono molti meno e che Hong Kong è un crogiolo di razze e di moltidudini non indifferente e ha un allure di internazionalità che a due ore di volo da lì non si trova per niente. I miei amichetti cuochi mi hanno portato a mangiare cinese (mica quello che si mangia qui! quello che si mangia a Hong Kong è diverso! sul serio). La domenica si va tutti a mangiare dim sum, vale a dire un insieme di piatti assolutamente popolari che fanno parte della cucina cantonese: zampe di gallina, trippa, involtini e tanti tanti ravioli di ogni genere e specie. E soprattutto il pane ripieno o di verdure o di carne (buonissimo pure quello). Ho avuto difficoltà a mangiare la zampa di gallina. Non so dire il perché. Mi sembrava una zampetta di gallina troppo giovane. Ma il resto assicuro che era di una bontà clamorosa. Da andare a Hong Kong solo la domenica a fare il brunch. Basta con 'ste uova e prosciutto! che diamine! il dim sum è molto più buono e più variegato. Ho mangiato bene ovunque e a volte ho mangiato divinamente bene. Posti piccoli, sporchi, posti meravigliosi e pubblicati su ogni giornale di design. A Hong Kong c'è tutto e ce n'è per ogni tasca. Se ci andrei a vivere? sì. Mica per sempre. Ma per due o tre anni sì. E' come stare a Londra. Ci si ambienta subito. Non ci stai troppo a pensare e Hong Kong ti entra dentro come un sogno variegato e umido. Ah sì. Piove un sacco. E' umida. Troppo. Ma dopo un po' non ci fai molto caso. Ti sbatti dentro a un ristorantino di dim sum e mangi, mangi, mangi, mangi....

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6 Comments:

Anonymous Frank said...

Bentornata :)
Io adoro i dim sum! Che voglia di provare quelli autentici (no alla zampa di gaallina!).
Sempre bello leggere di questi posti, per noi, così esotici.
Ciao.

9:42 AM  
Blogger RoVino said...

Bentornata. Un po' ti invidio, mi piacerebbe molto andare in quei posti.
Rob

2:12 PM  
Anonymous asac69 said...

Bentornata girovaga.
Leggo che ti sei divertita.
Io sempre sull'isoletta sono.....
Quando hai digerito gli Shu mai
Fatti sentire.
Boleh

3:26 PM  
Anonymous Anonimo said...

Era ora, mi sono mancati i tuoi racconti ...

Marco - un lettore

7:58 PM  
Blogger Gourmet said...

Eccola!!!
giusto per gli auguri di Pasqua, piccola Giò!!
Un abbraccio
;-)

11:09 AM  
Anonymous Anonimo said...

anche io sono stato ad hong kong per un mese per lavoro.
i dim sum sono buonissimi
a me piacciono quelli ripieni di una crema d'uovo gialla
assaggiate anche la zuppa di castagne
dopo 2 anni hong kong mi manca molto.

11:49 PM  

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