dicembre 23, 2005

Imbarazzante. Ha un suo perché


Il linguaggio è sempre in divenire. L'uso dell'avverbio imbarazzante è in genere improprio e fuori luogo. Ma è una parola molto in voga. Direi di moda. Imbarazzante notare che delle posate straordinarie vengano appoggiate su della cartaccia. E' imbarazzante che il giudizio di un piatto venga dato da una banda di deragliati mentali al limite dell'anoressia/bulimia che ovvio te lo stroncano. Poi che due ore dopo ti comunicano che quello stesso piatto ha vinto un primo premio su tutto un altro pianeta. Ecco: ha un suo perché. Che è un'altra frase MOLTO in voga e che molto si usa. Io credo negli universi paralleli. Credo che esistono dimensioni altre, dove i perché non sono i miei e i miei perché di certo non appartengono a quell'universo lì. E' imbarazzante che all'età di 45 anni io scopra che le donne che hanno uno strano rapporto con il cibo abbiano poi anche uno strano rapporto con il sesso. Come se la ricerca del piacere sia impostata su file ben precisi. Non avere quei file corrisponde alla mancanza di naturalezza e di naturalità. Da chiedersi perché Levi-Strauss nell'Amazzonia non abbia mai incontrato un anoressico o un bulimico. Insomma la nostra ricca contemporaneità si sta staccando dalla sussistenza e sta creando nuove malattie mostruose di cui ancora non abbiamo strumenti e medicine adatte. E non credo che ci sia da usare l'avverbio imbarazzante. Si avesse fame perché non c'è nulla da mangiare allora si mangerebbe TUTTO e si direbbe che è buonissimo, natura e non cemento. Dall'altra parte del mondo è così. C'è una parte di mondo che crepa di fame. VERA. Questo dramma ha un suo perché. Il superfluo mi annichilisce. E gettare il cibo è uno strazio di cuore che non ha un suo perché e che identicamente non definirei imbarazzante. Quindi non auguro a nessuno Buon Natale. Un Buon Natale è quello passato in mezzo a qualcuno che ha sul serio bisogno di nutrirsi. Avrebbe un suo perché e non sarebbe per niente imbarazzante.

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7 Comments:

Blogger Antonio Tombolini said...

Questo tuo post è davvero di un moralismo talmente becero da essere imbarazzante. Hai incontrato mai una persona anoressica? O bulimica? Ti sei mai avvicinata a quel mondo, anche solo - che ne so - leggendo uno straccio di libro per fartene un'idea? A occhio direi proprio di no. Altrimenti non avresti scritto questo post, e non avresti scritto una frase allucinante come questa:
"Avessero fame perché non c'è nulla da mangiare allora mangerebbero TUTTO e direbbero che è buonissimo."
Già, come mai non ci aveva pensato nessuno, scemi che siamo! Togliamo tutto il cibo all'anoressica, facciamole venire la fame "quella vera", vedrai come si mette a mangiare!
Ma per favore...

11:35 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

anoressici e bulimici sono malati, e hanno un pessimo rapporto con la realtà, gli altri e la mamma. Sì ho letto dei libri in proposito. Sì conosco molti malati. Si' a volte mi capita di fare dei pasti ai barboni. Aggiungo che NO tra i barboni anoressici e bulimici non ce ne stanno molti. Ci sono invece molti alcolizzati. Altri malati ancora. Io sono una moralista nel senso che ho una ben precisa cognizione del bene e del male. Poi che sia becera io, sicuramente. Come ho una precisa idea di giusto e ingiusto. Perchè l'etica non è un'opinione. E' una branca della filosofia che entra nella dimensione legislativa. Che abbiamo studiato all'università (e non solo quella italiana. poi se vogliamo fare facile psicologia ok. Guardati in giro. I veri bulimici e i veri anoressici non entrano nei ristoranti. Mi sembra che se uno VUOLE morire di fame commette un suicidio che la nostra civiltà cattolica conndanna. Ma vai in Oriente e scopri che ci sono un tot di siti (magari ci studiamo il giapponese così li capiamo bene)dove si descrivono vari, tanti e creativi metodi per morire. E sì è becero cinismo. E no io la verità in tasca non ce l'ho e mi sembra che neanche tu la possa avere. Nell'economia dell'universo io e te abbiamo un'importanza pari a quella di una cacca di mosca. Quindi la discussione la si chiude qui.

11:23 AM  
Blogger Antonio Tombolini said...

Dici:
"Ho una ben precisa cognizione del bene e del male."

E poi:
"Ho una precisa idea di giusto e ingiusto. Perchè l'etica non è un'opinione."

Però aggiungi:
"E no io la verità in tasca non ce l'ho". E meno male! Cosa ti manca?

5:27 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

entrare a casa d'altri e dire: stai cagando, non è gentile nè educato. Può aprire le finestre per la puzza e il mio senso dell'ospitalità lo concede. Ma siccome lei (spero sig. Antonio Tombolini che sia quello giusto)si descrive così:

so leggere parlare e scrivere molto bene in Italiano
so leggere parlare e scrivere bene in Inglese e Francese
so leggere e parlicchiare (ho perso allenamento) in Tedesco
so leggere ascoltare e parlicchiare in Spagnolo
so usare il computer. Ci so fare tutto, anzi, ormai è il computer a usare me
so cos'è internet, e so come si sta in internet
so vendere
so pensare
so viaggiare
so parlare in pubblico, anzi, mi dicono che:
so parlare molto bene in pubblico, per speech, conferenze, seminari, lezioni, trasmissioni radio e TV & affini
[Aggiornamento marzo 2005] So leggere poesie, e adoro farlo
so scrivere molto bene brevi articoli e lunghi saggi, forse anche racconti
so lavorare come una bestia da soma, se necessario
so rimanere in ozio senza limiti di tempo, se possibile
so conquistare la fiducia di chi si rivolge a me con cuore aperto e sincero
so combattere chi si rivolge a me con cuore cattivo e doppio
so giocare a scacchi
so capire se un vino o un alimento è buono o cattivo, e lo so anche raccontare, e so spiegarne il perché
so parlare coi bambini sotto i due anni (quelli che non sanno ancora parlare)
so parlare con le opere d'arte (anzi, capisco che sono vere opere d'arte proprio perché comincio a parlarci)
[Aggiornamento marzo 2005] so correre un'ora al giorno recuperando per correre di nuovo il giorno dopo

Vi dico anche quello che non so fare:
non so eccellere in nessuno sport fisico, [Aggiornamento marzo 2005] anche se dal maggio 2003 ho ripreso a fare sport intensamente (corsa e bodybuilding) e ci ho preso molto gusto
non so rimanere inchiodato a compiti di routine, ma di tanto in tanto lo faccio e mi rilassa
non so dire sì quando penso no, e viceversa, in nessuna circostanza e nei confronti di nessuno
non so rinunciare mai alla libertà di pensare e di dire ciò che penso
non so ancora darmi ragione dell'unico vero problema di tutti noi: che di sicuro ci tocca morire

p.s. Mi sembra che però il verbo "leggere" sia usato un po' a sproposito. Saper pulire i morti vedo non rientra nelle sue capacità.
Levi-Strauss (lo conosce vero? il crudo e il cotto, l'origine delle maniere a tavola, sappiamo chi è spero) nella foresta dell'Amazzonia NON incontrò mai un bulimico e un anoressico. Riusciamo a chiederci il perché? riusciamo a capire che alcune patologie appartengono SOLO a questo mondo e non ad altri mondi? potrebbe scrivere qualcosa di interessante sull'argomento sul SUO blog, invece di battibeccare con me del/su niente?

6:42 PM  
Blogger Antonio Tombolini said...

Curioso questo uso dello spazio "commenti" come trappola per insultare il commentatore... tolgo il disturbo, si figuri.

8:06 PM  
Anonymous maura said...

Io mi sento profondamente offesa. Sono malata da 14 anni, ne sto uscendo ora. L'anoressia-bulimia è una patologia psichiatrica e dal punto di vista del sintomo rientra tra le dipendenze patologiche contemporanee...le altre? alcolismo e tossicodipendenza. Io non mi sento in colpa nei confronti di un affamato dell'Africa. E' ovvio che siano patologie di quella contemporaneità che gli oggetti della dipendenza può comprarseli!E come rilevare che tra i neri non ci sia la moda dell'abbronzatura a tutti i costi! O Le risulta che in Africa si muoia invece di alcolismo e droga?! Io non mi sento imbarazzante. Non è mica per capriccio che qualcuno si buca o qualcun'altro vomita? Un depresso a cui non sia successo nulla esteriormente non ha mica qualcosa di cui vergognarsi rispetto a chi, per esempio, sta vivendo un lutto in famiglia...si deve vergognare invece chi questi confronti li fa e li espone alla possibile lettura da parte dei malati. Al fondo di certe patologie c'è sempre anche un senso di colpa. Le Sue osservazioni procurano solo offese a chi come me ne sta uscendo, ma vero dolore a chi ancora non è lucido, ai malati e alle loro famiglie. La prego di continuare a occuparsi di cose che ha vissuto e non solo visto. Non vuole essere una chiusa retorica, io sono davvero sconcertata dall'accanimento con cui, di fatto, mette le mani nella mia vita e in quella dei miei cari. Per il resto buon lavoro

10:06 PM  
Anonymous Poker Age said...

It is remarkable, rather amusing piece

6:03 PM  

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