luglio 27, 2007

Come inizia una leggenda


Tataji, parsi ricchissimo e sorridente, ben curato e vestito con eleganza vistosa, si presento' un caldo e umido pomeriggio di primavera di Bombay, sulla soglia dell'albergo Watson's per prendere un te' e stare tranquillo seduto a chiaccherare d'affari con altri gentlemen suoi pari.

Ma il portiere lo guardo' distolse in fretta il viso che non aveva cuore sapendo chi era di negargli nulla benche' facesse un segno garbato d'allontanarsi dall'uscio. Tataji, parsi ricchissimo e sorridente, non capi' subito a chi si riferisse e tranquillo prosegui'. Una schiera di servitori gli si fece incontro e Tataji, parsi ricchissimo e sorridente, senti' che il suo sorriso pacioso si stava via via congelando in un'atmosfera di gelido e disprezzante distinguo. Il mondo dei bianchi inglesi gli stava dicendo che lui non era persona gradita e che l'accesso a gente come lui era vietato. Si giro' e s'allontano'. Si sedette sulla carrozza e si fece portare a casa. Non parlo' e ne' accenno' alla cosa in famiglia. Semplicemente decise che avrebbe costruito il miglior albergo di tutti i tempi, un tempio ricchissimo il cui unico colore ben accetto fosse stato quello delle banconote e non quello della pelle. L'albergo sarebbe stato un suo personale Taj Mahal e cosi' lo chiamo' difatti e che avrebbe guardato il mare.
Adesso accanto all'enorme complesso hanno tirato su anche una torre. Un totale di 600 stanze, ci lavorano 2000 persone e ci sono 9 ristoranti. Tra cui Wasabi uno dei migliori giapponesi dell'Asia. Dal Sea Lounge le cui finestre s'affaciano sulla baia mentre si fa colazione si guarda The Gateway of India che sorge davanti al mare marrone e i bastimenti e le petroliere vanno e vengono. Un patio bellissimo all'interno offre riparo dalla calura e la piscina fa da corredo, dietro ci sono una spa e davanti una lunga galleria di boutique.
Colpisce comunque la bellezza che oltrepassa il concetto di lussuosita' del complesso, si rimane piuttosto abbagliati dalla disponibilita' degli esseri umani che vi lavorano. Sono gentili. Tutti. Non esiste un cameriere scontroso. Sorridono sempre e risolvono qualsiasi problemi uno possa avere.
Da cosa nasce una leggenda? non saprei. Forse sta nel fatto della quantita' di gente che vi lavora e dalla quantita' di soldi che una tale struttura smuove, dalla banchettistica e dall'allure storico. Di certo Tataji, parsi ricchissimo e sorridente pensava a questo. Ed e' cosi' che mentre la sua salma bendata alla maniera parsi giaceva nel Tempio del Silenzio e i corvi banchettavano delle sue carni terrene il suo spirito guardava allora e osserva sereno tuttora il Taj Mahal crescere e risplendere lucente, mentre il Watson's ha chiuso i battenti molto molto tempo fa.

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6 Comments:

Anonymous Anonimo said...

finalmente...
attendevo con ansia un aggiornamento che non ha deluso.
Continua così giò.
Ma che fai in questo periodo al Taj?
Bevi una spremuta sul bordo della piscina o ti fai già il mazzo?

6:17 PM  
Anonymous Maurice said...

Non è che hai voglia di parlare anche degli aspetti propriamente "tecnici" di quei ristoranti e di quelle cucine? C'è qualcosa che possiamo imparare anche noi, poveri paria?

11:58 PM  
Anonymous Anonimo said...

se l'hotel Taj ha 2000 dipendenti significa che in cucina ce ne stanno almeno 500.
un modello da importare in Italia per sconfiggere la disoccupazione.

9:42 AM  
Anonymous CloseTheDoor said...

mi hanno detto che in Indonesia c'e' il miglior albergo del mondo, non e' particolarmente lussuoso, ma i dipendenti ricevono istruzione di imparare a memoria il nome dei clienti, e cose del genere

che bel viaggio che stai facendo :-O

7:33 AM  
Blogger nini said...

...arrivero' a vedere questo magnifico paese!!

11:12 AM  
Blogger la sara said...

ma, piccolacuoca, sei in questo posto stuuuuuupendo ???

2:43 PM  

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