maggio 01, 2006

Le notti di Hong Kong


Mi piaceva tanto quando finito il servizio al ristorante si prendeva la motoretta e Paolo mi portava in giro di qua e di là. E' stato in motoretta che siamo andati a Kowloon all'hotel Peninsula (5 stelline deluxe) a vedere il Felix. Gran bel posto, al 28 piano del Peninsula, che ricorda i grandi alberghi qua in Occidente. Non ha l'allure del Des Bains al lido di Venezia (ma quello ce l'ha giusto perché Visconti c'ha girato un film leggendario) ma uno si aspetta di vedere Tadzio con il suo viso angelico seduto a prendersi il tè in mezzo a una banda di turisti babbioni. Il Felix è stato progettato da Starck e si vede e avremmo detto la solita starckata se non fosse per i bagni che sono veramente napoleonici con grandi lastre di marmo di Carrrara ovunque e una meravigliosa rubinetteria stile Alien. Un un po' troppo anni '80 opulento ed eccessivo è l'entrata del Park Haytt, faraonico e antico tutto il contrario per esempio di quello milanese molto a la page per essere minimalista.
Mi piaceva andare in giro la notte perché Hong Kong è luminosa e appartiene a quella serie di città che vive di notte illuminando migliaia di chilometri solo con la sua luminescenza, (alla faccia dell'inquinamento luminoso!). Dall'alto di Kowloon si vedeva la baia di Hong Kong stagliarsi nelle acque nere del mare mentre i traghetti andavano perché comunque rimane di fatto un'isola e pertanto ha bisogno di milioni di merci. Mi piaceva la quantità impressionante di locali specie a Lan Kwai Fong.
Si andava di qua e di là, e Paolo mi raccontava della storia di Hong Kong che di certo in questi ultimi anni ha avuto molte peripezie. Si è svuotata con la Sars, sta ora riempiendosi e il mercato immobiliare di nuovo è completamente impazzito, e mi faceva strano il fatto che il mattone perdesse valore: più un edificio è vecchio e meno vale percui appena si può si butta giù e si ricostruisce più alto, tutto il contrario di qui insomma.
Wan Chai il quartiere delle puttane è completamente cambiato rispetto agli anni '70 quando i giovani marines impegnati nella guerra del Vietnam riempivano le strade e si sfogavano dimenticando per un paio d'ore orrori e brutalità. Adesso ci sono turisti in cerca di gioie e dolori, un pieno di filippine giovanissime (troppo? da occidentale non si capisce mai che età abbiano) che tentano di attrarli dentro a club più o meno belli squallidi.
Sul tardi ci si ritrovava a bere una birra con tutti gli altri chef raccontando dei strani personaggi che girano per l'isola-città. Magari sono ricchissimi e possiedono talmente tanti soldi che pare ovvio abbiano una serie di tic non indifferenti. Ed è altrettanto ovvio che molti tic riguardino il cibo. Possiedono anche gli hotel dove i miei amici lavorano. Ci aveva fatto morire dalle risate il racconto del nostro carissimo amico chef che ci raccontava stile leggenda metropolitana di un tale padrone cinese che aveva mezza Hong Kong e che arrivava sempre con il suo cuoco personale. Un filippino vestito in giacca e cravatta con una borsetta LV contenente una padella di ghisa su cui doveva cuocere una bistecchina. Con i suoi guanti bianchi metteva sul fuoco la padella e aspettava che fosse incandescente e poi cuoceva la paillard girandola perfetta in modo che le strisce annerite formassero una griglia a quadretti. Che al padrone piaceva così altrimenti non la mangiava. Tutta l'operazione richiedeva 10 minuti di lavoro e il filippino nel frattempo riusciva a riempire di fumo l'intera cucina che mai si ricordasse di accendere la cappa, e insegnava agli altri chef come dovessero essere perfetti i quadrattini. Non era un cuoco ma un geometra. Il filippino con la borsetta Vitton con dentro la padella in ghisa mi mancava giuro. Soprattutto mi mancava il signore che non si mangia la bistecca senza la sua griglia perfetta. Ecco girare il mondo serve a qualcosa: a dare ragione alla nonna che diceva sempre che il mondo è bbello perchè sta vario. Aggiungo io il mondo è bbello perché sta pure un po' avariato.

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8 Comments:

Blogger Uccelli Ribelli said...

Anch'io se dovssi mangiare una cosa a quadretti, li vorrei precisissimi

9:53 PM  
Anonymous Anonimo said...

di un po', ma è vero che a mezzanotte si spengono tutte le insegne e le luminarie (per risparmiare!) o è leggenda-propaganda! saluti cat

10:45 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

a Shang Hai sì ma sta in Cina e seguono ligi il concetto di risparmio, ma HK NON è la Cina. O meglio è l'altra Cina, e sì sperperano. Ma un certo punto della notte le luci le spengono...
a tardissima notte la città rimane un po' al buio, ma è subito l'alba

11:49 AM  
Blogger blogettino said...

però al the pen si mangia da schifo... bel panorama, bella architettura, begli chef che ci sono passati anche dall'Italia ma niente di buono nel piatto. Blogettino

3:22 PM  
Blogger egine said...

ho molta nostalgia per le anatre appese, con lo stesso colore
delle facce dei venditori.

4:45 PM  
Anonymous waki said...

starck o sterck, il tuo racconto è così avvolgente...

(non sono così magra da doversene preoccupare, ma ti ringrazio per il pensiero :-)

5:25 PM  
Anonymous Anonimo said...

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2:00 AM  

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