maggio 18, 2009

Prendi un paese che


abbia 1 miliardo di persone, di cui il 72 % di giovani e che vadano a votare. Prendi un partito guidato da un uomo giovane che dice che vuol cambiare, che vuole portare il proprio paese fuori dalla povertà, che bisogna incentivare scuole, ospedali, strade, che bisogna lavorare uniti contro il terrorismo, contro le caste, contro le fazioni religiose, contro tutte le intolleranze, che bisogna lavorarci su tanto, che bisogna combattere la corruzione a tutti i livelli, e bisogna essere uniti per farlo. Che vada villaggio per villaggio a spiegare questa visione politica. In India. Piena di fame e di caste. 
Poi prendi la sua famiglia. Una famiglia che ha per certi versi lo stesso destino dei Kennedy. Sempre stata al governo, sempre fatto politica. Dove la morte cammina al fianco del potere. Il padre è morto in un attentato nel Tamil Nadu ad opera dei separatisti delle Tigri del Tamil. La nonna è stata fatta fuori dalle proprie guardie del corpo Sikh. Una famiglia che ha fatto la Costituzione Indiana. Che ha combattuto per l'unificazione e la liberazione dell'India. Che ha assaggiato il tradimento di alcuni familiari: i cugini fanno parte del partito dell'opposizione, una destra intransigente nazionalinduista.  
Poi prendi la madre Sonia  e la sorella Priyanka. Due donne forti e poco propense al compromesso ma assolutamente contraddittorie. La madre, che tanto avversava la politica, si ritrova a guidare l'India, senza tanto volerlo. Non si capisce se lo fa per dovere nei confronti della memoria di una famiglia o se ne subisce la leggenda. E non solo la madre,  la sorella Priyanka dice di non volere entrare in politica. Di fatto è l'intelligenza grigia, quella che gli scrive discorsi e pare gli detti le linee da seguire, molto amata e stimata, che tutti vorrebbero entrasse in politica, perché dicono questo è il suo karma: seguire le gesta della nonna Indira e del bisnonno Nerhu. Eppure se ne sta defilata, quasi fosse ancora in lutto per l'assassinio del padre, come se non volesse sentire il richiamo della storia della famiglia, come se volesse avere una vita normale di una persona normale. E' la sua intelligenza carismatica a non essere tanto normale.
Quest'uomo si chiama Rahul Gandhi. Ha 38 anni. Ha appena stravinto le elezioni, contro ogni previsione. Quasi fosse un'altra valanga Obama, senza avere però niente in comune. Dice che vuole cambiare il suo partito, vuole ringiovanirlo, vuole un'India moderna, vuole un'India da primo mondo e non più terzo. Ci riuscirà perché ha il 72% della popolazione che ha la sua età, se non più giovane. Poi andrà al potere. Adesso dice che vuole solo fare il segretario del Congress Party. 
All'India spettano 5 anni di governo stabile, forse noioso, ma con una visione della politica ben precisa. 1 miliardo di persone. Tranquille e serene che ce la faranno. Rahul Gandhi il Giovane le guiderà. Mica per dire. Sul serio.

p.s. Qui un'analisi dettagliata delle elezioni indiane.

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11 Comments:

Anonymous Armarobi said...

Quindi cuochetta, i sogni possono avverarsi..

8:25 AM  
OpenID milleorienti said...

L'India potrebbe essere davvero a una svolta: governabilità,stabilità politica.... Infatti la borsa di Mumbai ha fatto un balzo in alto. E sembra esserci stabilità anche fra i vicini dell'India: il Nepal ha risolto la propria crisi di governo, e in Sri Lanka sembra essere finita la guerra civile. Sembra....perché oggi l'agenzia Ansa ha dichiarato che secondo fonti Tamil Prabhakaran è ancora vivo....staremo a vedere.
Marco

9:40 AM  
Blogger lapiccolacuoca said...

Guarda ho appena letto the Hindu e altro pacco di giornali e danno per certa la morte di Prabhakaran. Il problema e' esibizione cadavere.
Qui comunque la parte indiana si suddivide in: non se ne puo' piu', e' una guerra che dura da 27 anni, basta e anche se ci sono 3000/5000 morti s'era tentato il tutto per tutto ma Prabha ha sempre rifiutato la mediazione. La parte Tamil: ci sono stati 3000/5000 morti, ora basta.
Se hai il 72% di giovani che decidono che si cambia, si cambia. Se hai il 17% di giovani che decidono che si cambia, NON si cambia (vedi Italia)

10:27 AM  
Anonymous Anonimo said...

Beh, mi piace il tuo ottimismo, ma cinque anni mi sembrano pochini per portare l'India dal Terzo Mondo al Primo. Specialmente in considerazione del fatto che fra 5 anni l'economia mondiale si sara' (forse) appena ripresa dal collasso determinato dal capitalismo in salsa anglo-americana. Il Primo Mondo, in India, c'e' gia'. Infatti vi vive la piu' estesa middle class esistente sul pianeta: circa 250 milioni di individui. E' un buon risultato per il Sub-Continente indiano.
Ce li avesse l'Africa, questi numeri, il mondo avrebbe fatto davvero un grande passo in avanti!

Il tuo mi ricorda l'entusiasmo isterico che ha colpito un certo tipo di "elettorato" europeo quando fu eletto Obama alla Casa Bianca. E tutto sta continuando come prima e peggio di prima: le guerre sono ancora tutte in corso e si sono allargate; i genocidi anche e la Pace mondiale e' in pericolo piu' di quanto lo fosse ai tempi di Bush.
E non e' troppo presto per parlare.
E' infatti tutto gia' molto chiaro
per chi sa leggere senza infantile eccitazione.
Forse quel 17% di giovani italiani che vogliono cambiare ha bisogno di un nuovo paio di occhiali.
Perche' il mondo cammina quando lo si guida con occhiali dalla corretta diottria. Se no si sbanda e si va fuori strada.

L'Affetta-Salumi.

11:29 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

10:16 AM  
Blogger lapiccolacuoca said...

@affetta-salumi ascolta: il programma di fare un paese come l'India (ancora secondo/terzo mondo e la middle class SOLO 250 milioni, quelli che stanno sotto la soglia di povertà sono pari a 800 milioni quindi la maggioranza) un paese del primo mondo Non è un piano quinquennale. Tutti gli indiani sono convinti che ci vogliano ALMENO altri 20/30 anni affinché quegli 800 milioni abbiano di sicuro 1 pasto al giorno. Sono altresì convinti che per farlo ci voglia stabilità politica (e per intanto vanno bene 5 anni, poi vedranno, per adesso 5 anni sicuri) e nella loro testa MENO corruzione e oculati investimenti statali (scuole, ospedali, impianti idrici ed elettrici. strutture e infrastrutture). Pensi che io creda che un paese estremamente variegato come l'India in cinque anni ce la possa fare? Guarda anche no (e infatti NON ho scritto questo nel post. E' una lunghissima marcia. Leggiamo meglio si?). Se bisogna impiegarci 30anni qui non si mettono a piangere. Per te 30anni sono troppi? per una nazione e per la sua storia 30anni non sono NIENTE. A me le persone che riescono contro tutte le previsioni a vincere mette contentezza. Poi se per te è ''entusiasmo isterico' e ti infastidisce, sorry: sono solo cazzi tuoi.

10:21 AM  
Anonymous Anonimo said...

Io credo di avere letto benissimo: tra le righe.
E ribadisco, per smorzarti un po' l'allegria che ti pervade tutta, che Paesi come la Cina, l'India e il continente Africano devono dare per scontato che una sostanziosa parte della popolazione si trovera' sempre in condizioni endemiche di poverta': sia in termini assoluti che in termini relativi.
Solo fra parecchie generazioni sara' possibile parlare di una leggera inversione di tendenza, ma sara' dovuto (se mai succedera') al decremento demografico imposto dalla scarsita' delle risorse e alla lotta che si scatenera' per gestirle.
Inoltre c'e' un rapporto proporzionale tra il miglioramento degli standards e il concetto di poverta': si alzano gli standards e si riclassificano i parametri dela poverta'.
I poveri ci saranno sempre. Meno poveri, ma sempre poveri. La sofferenza sara' identica, ma la rabbia no.
Supporre, ma solo supporre, che fra 20/30 anni 800 milioni di Indiani si accontenteranno felici di un pasto al giorno significa essere portati non solo verso manifestazioni di entusiasmo isterico per ogni Obama o Rahul Gandhi il Giovane che si affaccia sul palcoscenico della Politica, ma di possedere anche una micidiale dose di ingenuita'.

7:05 PM  
Blogger lapiccolacuoca said...

affetta-salumi: mi spieghi bene da dove ti viene sta cosa che sto allegrissima assai.
Sei tu che fai un discorso novecentesco della fine delle risorse. Quali? dove? cosa?
Metti in un prossimo futuro si scopra un metodo per viaggiare senza petrolio. Metti che si scoprano nuovi modelli di coltivazione. Metti che si cominci a viaggiare fuori dal pianeta Terra. La sovrappopolazione si riduca. Metti milioni di altre scoperte (te l'avresti mai detto che tipo la telefonia mobile sarebbe diventata così importante? che internet stessa sarebbe stata così importante?). Me il catastrofismo millenario/millenista m'ha sempre convinto pochissimo. Poi se a te fa cagare l'idea di un pasto al giorno e ti piace di più pensare alla rivoluzione che sono sicura sia più figa come cosa che ti devo dire? falla. Magari se solo buttassi giù Berli io allora sì farei scene d'isterico entusiasmo.

9:06 PM  
Anonymous Anonimo said...

Nessun catastrofismo, ma sano realismo.
E nessuna rivoluzione. Solo perenne tensione.
E spero di sbagliarmi.

12:04 PM  
Blogger Gambero said...

States, India, Brasile. Certo che tutti sti posticini-ini dove vince una sano progressismo.
Vengono quasi le lacrime a vedere noi.

4:04 PM  
Anonymous Boh/Orientalia4All said...

non per essere triviali ma Rahul non è solo intelligente e sveglissimo, ma è proprio bello! certo, la gioventù e la bellezza non sono un merito, ma a noi ci piace. ;)

12:41 PM  

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