agosto 12, 2007

Dell'essere italiani all'estero


Quando si varca le frontiere si tende ad assumere due atteggiamenti: l'insicuro si traveste da ipernazionalista, l'esterofilo si nasconde sotto le vesti di internazionalista. Nonostante cio' l'italiano medio si riconosce di primo acchitto, pertanto il detto una faccia: una razza, e' perfetto. Lo si riconosce dalle scarpe, dall'abbigliamento, dalla pettinatura e dall'alto vociare. Che se non si fa casino e si non gesticola con orrendi effetti non si e' italiani dentro. Gli stranieri ci riconoscono per le scarpe, per l'alto vociare, per le manie enogastronomiche: il caffe' (ma e' una brodaglia sporca, mica ci sta un caffe' vero qui?) , la pasta (ma e' scotta che schifo!! la pasta la voglio al dente! Al dente!), l'acqua minerale gasata (Ma la San Pellegrino? come la Perrier? e che ci sta solo la Perrier qui?).
Al Taj Mahal dove dovrebbero venire quelli che i soldi ce li hanno, dove dovrebbero venire i signori con alto senso dell'educazione, ci si imbatte nella tipologia imprenditoriale. Tale tipologia si contraddistingue per l'esser maniaca di gadget elettronici dall'altissimo livello e all'ultimo grido (che non sia mai essere fuori moda!) e per l'alto vociare perche' far sapere subito quanto si sta investendo, come e in che campo denota sicurezza e virilita', in modo che altri imprenditori possano essere schiantati da tanta mascolinita'. Rimane comunque che l'alto vociare contraddistingue tutti gli italiani. Se per caso sussurrano bisogna stare veramente attenti. Ci sono sotto scandali e segreti.
Osservandoli da fuori si comprende quanto l'Italia sia provincia di ben altri imperi. Una piccola provincia che si e' dedicata alla consumazione di beni di lusso. Il senso del lusso l'italiano lo coltiva con innegabile precisione. Bisognerebbe aggiungere a onor del vero che il lusso non fa signore. Semplicemente trentanni di benessere hanno ridotto l'italiano medio alla fantastica convinzione che possedere oggetti di lusso sia avere animo signorile. E gli indiani che sono signori dentro: sorridenti, disponibili, gentili anche se cialtroni osservano gli italiani con spietato umorismo. Rimaniamo tuttora ancorati alla trilogia: mafia, mandolino e spaghetti. Negli ultimi ventanni sono stati soppiantati da Armani, Ferrari, Bulgari, Barilla. Dolce&Gabbana qui non sono nessuno. Non so se sia fortuna o meno, ma non avere troppa gente marchiata sulle mutande da' un senso di conforto. In India vige ancora un senso di pudore sull'esposizione della propria biancheria e l'ombelico anche se non e' coperto dal sari non e' la mutanda. Per dire.

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13 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Sacrosante parole. Io che non sono ricco e non ho la fabbricheetta, cerco di mimetizzarmi sempre, all'estero, per non far capire che sono italiano (anche se ci tengo, nonostante tutto, ad essere italiano).
Ciononostante, un giorno a Parigi sono stato "smascherato" non dall'accento, ma dall'Invicta sulle spalle. Sob!
Un abbraccio italiano.
P.S. - Anche lì ti fai il mazzo per ferragosto?

12:30 AM  
Blogger mscaini said...

Tutto vero, anche se tra gli italiani ci sono pure i furlani, esperti in emigrazione e camuffamento: basta parare in marilenghe e il gioco è fatto. Però in quanto a vociare non è che i cugini spagnoli si tirino indietro: solo vestono peggio. Per non palare degli inglesi con le loro T-Shirt calcistiche, e che quando sono sbronzi (spesso) in quanto a caciara non li batte nessuno, gli americani culoni e i tedeschi con sandalo e calzino corto azzurro carta da zucchero o gialli (ma almeno non sono griffati). I francesi sanno viaggiare, in compenso sono odiosi e stanno sui coglioni a tutte le latitudini. Da quelle parti dovresti avere una buona eserienza anche di israeliani (chiedi agli indiani cosa ne pensano dei "jaffa" e verifica il loro gradimento), russi, cinesi, coreani, nippo fotomaniaci. Tutto il mondo è paese, e devo dire che purtroppo il luogo comune spesso ci prende... Saludos!

8:39 AM  
Anonymous Anonimo said...

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2:31 PM  
Blogger Piggona said...

Com'è tristemente vero quello che dici...
Purtroppo noi Italiani abbiamo la capacità di dimostrarci tali in qualunque Nazione andiamo....basta uscire appena fuori dal confine che già si manifesta la nostra superiorità (con il vociare, ad esempio).
Che ci possiamo fare?
^____*

3:32 PM  
Anonymous Anonimo said...

"L'insicuro si traveste da ipernazionalista, l'esterofilo si nasconde sotto le vesti di internazionalista". Ma il sicuro di se' e' per forza esterofilo? Allora io che cambio periodicamente atteggiamento, cambio stato d'animo, o cosa? :o)

9:29 PM  
Anonymous Anonimo said...

necessita di verificare:)

12:07 PM  
Anonymous Anonimo said...

good start

10:58 AM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

4:01 AM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per Blog intiresny

4:01 AM  
Anonymous Anonimo said...

quello che stavo cercando, grazie

1:37 PM  
Anonymous Anonimo said...

molto intiresno, grazie

11:01 PM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per Blog intiresny

11:03 PM  
Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

11:04 PM  

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