gennaio 06, 2007

L'anno nuovo


Ogni anno vorrei cambiare casa e luogo di lavoro. Non il mio lavoro che amo. Proprio il posto. Ma anche la città. Perché? Se non fosse una risposta trita, zufolerei: il cuore (il mio in particolare) è uno zingaro e va. Suppongo che la popolazione Rom non sarebbe molto in sintonia con questa canzoncina. Ho come quell'impressione.
Vorrei cambiare città e lavoro e vorrei fare nuove cose. Ogni inizio anno. Ma finisco che la casa la cambio ogni quattro anni circa (a parte gli anni universitari e un anno a Milano con quattro traslochi). Questa sistematica voglia di traslocare e cambiare posto di lavoro mi ha rifornito di vasta capacità d'adattamento e di rinnovamento (esteriore però, interiormente rimango vecchia e basta).
Ogni anno vorrei vedere pareti e zone nuove e muri diversi ma costa. Il trasloco costa. Sono diventata abilissima a impacchettare e inscatolare e l'ultimo trasloco è stato fatto in due giorni. Mi capita di trovare case sempre belle perché me le cerco con cura. Non è facile assicuro. La tipologia di casa è sempre la stessa: edilizia (anni 30/40) per i muri e l'altezza del soffitto e soprattutto il parquet che per me è fondamentale.
Poi sperpero i soldi in affitto (anche se riesco a trovare dignitose sistemazioni a prezzi non elevatissimi) perché appartengo alla tipologia di persone che non avrà una casa fissa. Mai. Ovvero l'ospizio alla fine della propria esistenza.
Poi mi trovo sempre delle case con cucine piccolissime. Con grandi saloni ma piccolissime cucine. A casa cucino poco. Eppure passo in cucina molto del mio tempo. Pertanto a casa faccio altro. Leggo, studio, faccio ricerca, e sì ovvio cucino ma non sempre e spesso vado fuori a mangiare 'ché mi piace vedere che fanno gli altri...Per questo la cucina è piccolissima. Benché in cucina ci viva. Ma non è la mia di cucina.
Se dovessi descrivere la mia casa ideale: starebbe su una costa di fronte al mare, con tutte le stanze con le serrande scorrevoli molto grandi stile soji, che danno sul mare con un'enorme cucina (lì sì la cucina sarebbe grande) e sul retro un grande orto e davanti molti alberi da frutta e piante aromatiche e tanti fiori...ma sul mare. E la luce del Mediterraneo. Che quella a me manca stando a Milano. Sempre.
Ma il tram mi passa sotto casa e a me piace il suo rumore. Lo trovo antico.
E la luce a tratti ricorda la luce del Mediterraneo. A tratti significa due o tre giorni all'anno.
Ogni inizio anno penso di cambiare, ma lo so che non va come penso. Perché i cambiamenti arrivano quando uno non li pensa, magari se li sente dentro, ma giungono quando vogliono loro. Così finisco che faccio quello che facevo l'anno scorso: il pratico culo nella pratica cucina di un ristorante molto alla moda. Zufolavo: il cuore è uno zingaro e va...Ecco, anche no. Non quest'inzio d'anno. Per dire.

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7 Comments:

Blogger cat said...

piccolacuoca mi sembra di capire che per quast'anno non ti resta che tinteggiare le pareti e aspettare!
Hai ragione! la luce di milano, nelle due giornate annue senza veli, è davvero speciale.
con la casa sulla scogliera mi hai fatto sognare! buon 2007 cat

9:53 PM  
Anonymous Anonimo said...

buon anno piccola cuoca!
ti auguro tanta fortuna
se passo da milano vengo a trovarti anche se nn ti conosco

4:23 PM  
Blogger Red Chef said...

Sognare non costa niente.
Una volta mio figlio, il cuoco parigino, mi aveva illuso con l'idea di volersi trasferire a Puerto Escondido ed aprire un chiosco in riva all'oceano. Mi ero già offerto per pulire peperoni e deliscare pesce aggratis, o meglio, con il salario di un paio di pacchetti di sigarette al giorno.
Spero di fare un piccolo 5 al superenalotto e farmi un 30 mq a Filicudi con annessa vista sul mare e patio da dove bloggare.
Intanto sognamo e spadelliamo.

4:42 PM  
Anonymous Francesca said...

forse la mia di casa sarebbe sulla spiaggia, con granndi vetrate, anzi enormi, senza persiane. tutta luce e salotti, senza muri. Buon anno

11:34 AM  
Blogger perec said...

a me gennaio fa l'effetto tappo. hai presente? le cose si accumulano all'inizio dell'anno, quelle brutte cose, insomma... le decisioni dico. le DECISIONI, anzi. e allora ame gennaio fa tornare la voglia di correre, correre, correre... e mentre corro e sbuffo, decido.

2:59 PM  
Anonymous Anonimo said...

ciao cheffa!
scusami, ma in un altro tuo post ti ho chiesto dove lavori, ma evidentemente non l'hai visto!
Posso saperlo^
Grazie
Alessandro

9:30 AM  
Blogger mammajo said...

che bello sognare...putroppo troppo spesso (o sempre ?) ci è permesso di fare solo quello....
adoro leggere i blog e ogni giorno ne scovo sempre di carinissimi e oggi ho scovato il tuo.
Mi hai fatto sognare non solo per la casa al mare ma anche perchè piacerebbe tanto anche a me lavorare nella cucina di un ristorante ...tra pochi mesi verro' ad abitare a milano....e magari ti verro' a trovare...
ciao a presto Jo

6:32 PM  

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